Primo ricovero, ho fatto cose che non potete immaginare

Corpo militareIl mio primo ricovero per anoressia è stato a 20 anni ed è durato circa sette mesi. La clinica era privata e si trovava vicino a Lugano, ai tempi il Professore era considerato il migliore per la cura dei disturbi alimentari (se non poi finire indagato per molestie sessuali, gulp). Mi ricordo ancora benissimo il giorno del mio ingresso, ero spaventata quasi quanto i miei genitori. All’inizio fa una certa impressione vedere tante ragazze così magre, con gli sguardi così spenti… E su di loro vedi quello che su di te non riesci a vedere, in quel momento.

Bando alle cose tristi con questo post volevo sorprendervi perchè non credo che chi mi conosce possa immaginare che:

– Ho lavorato in cucina come aiuto cuoco per diversi mesi (questa non ve l’aspettavate vero?)
– Ho assaggiato praticamente tutto il commestibile ( anche cervella e simili che schifo!)
– Ho fatto parte di un corpo militare (con tanto di mimetica, esercitazioni all’alba, alzabandiera etc)
– Ho sparato al poligono (volando all’indietro di un paio di metri grazie al rinculo)

Un ricovero lungo e intenso che mi ha salvato la vita (quando sono entrata non ero messa benissimo), che purtroppo non ha risolto molto ma che mi ha permesso di fare tantissime esperienze, tante brutte che preferisco dimenticare ma tante anche belle come quelle sopra che non avrei mai fatto altrimenti.

In quasi tutte le esperienze della vita c’è qualcosa di buono di cui far tesoro 🙂

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Propositi e progetti per il 2015

Progetti e propositi 2015In ordine sparso:

– Educare Rufus al richiamo e fargli confermare la taglia (progetto alquanto arduo)

– Coltivare le amicizie, quelle nuove e quelle vecchie (le relazioni con gli altri sono una delle mie grandi difficoltà, lo ammetto)

– Iniziare a cercare una nuova casa e trovarne una che piaccia anche a Nicola (difficilissimo!)

– Superare un pochino la mia (enorme) timidezza così da non apparire quella che non sono (aggettivi a piacere)

– Mettere un po’ a posto la casa e tenerla in ordine (chi mi conosce avrà già esclamato “Impossibile”) in modo da poter invitare gli amici

– Mettermi ai fornelli con buona volontà (lo ripropongo ogni anni chissà che prima o poi…)

– Continuare ad approfondire le conoscenze sui cani (interessantissimo argomento)

– Tornare a giocare a golf (questa pausa invernale si sta trasformando in una sospensione per pigrizia)

– Non mollare a metà i progetti intrapresi nel 2014 (che mollare le cose a metà è una mia specialità e fa pure rima)

C’è poi un altro progetto, il più impegnativo, ma lo svelerò a cose fatte ❤

Le cose migliori di questo 2014

Un anno iniziato in clinica poteva essere un buon anno? Ebbene sì, in linea di massima direi che lo è stato, contro ogni previsione. Questo 2014 mi ha portato un sacco di cose belle, le elenco in ordine sparso:

– Rufus e Margot, i miei due bassottini adorati, e un nuovo modo di vedere i cani

– una ritrovata (quasi)salute mentale

– alcune nuove amicizie, persone che ancora conosco poco ma sembrano proprio speciali

– le vecchie amicizie, quelle che reggono nonostante tutto

– tante soddisfazioni golfistiche

– un marito che nonostante tutto mi sopporta ancora

– tante idee e progetti nuovi da realizzare

Mica poco vero? E cosa mi aspetto dal prossima anno? Tutto questo e ancora molto di più ovviamente 😀

Il bagnetto

Fare il bagno al caneOggi ho fatto per la prima volta il bagnetto a Rufus, finora lo avevo sempre portato dal toelettatore. Ho comprato uno shampo apposta (quello per umani non va bene per i cani), predisposto un grande soffice telo per asciugarlo, il phon, la spazzola. Ho lasciato scendere l’acqua nella vasca da bagno finché non é diventata tiepida quindi ho preso Rufus e l’ho messo sotto al getto. Non si é lamentato, non ha cercato di scappare solo… tremava come una foglia. Mi si é stretto il cuore. Se non fosse stato che ormai era tutto bagnato avrei rinunciato perché vederlo così mi ha fatto sentire in colpa.

“Barbara era lurido e la notte dorme nel lettone” mi sono detta mentalmente per farmi forza così l’ho insaponato e sciacquato. Il peggio doveva ancora venire. Perché se sotto al getto d’acqua Rufus tremava davanti al phon era letteralmente atterrito. Probabilmente dal toelettatore usano altri mezzi? Dovevo comunque asciugarlo quindi l’ho preso in braccio (facendomi anche io il bagno) e l’ho coccolato cercando di calmarlo tutto il tempo della phonatura. Ha cominciato a tremare un po’ meno ma i suoi occhi dicevano in ogni caso:

“Mamma cosa ho fatto di male per meritarmi questo?”

“Rufus la tua predilezione per rotolarti nei posti schifidi non aiuta, pensaci la prossima volta!”

Cose belle della giornata

Pensare positivoIn questi giorni circola su Facebook un challenge in cui bisogna scrivere le cose belle della giornata e passare poi la palla ad altri amici. Visto che nessuno mi ha coinvolto stasera mi sento di scrivere un po’ di cose belle della giornata di oggi (lunedì 3 novembre):

– Svegliarsi abbracciata al mio piccolo amore Rufus
– Poltrire sotto al piumone
– Bere un ottimo caffè al ginseng
– Un bel colloquio con la psichiatra
– Un invito inaspettato e assai gradito
– Le chiacchiere a casa di un’amica
– Guardare la tv mano nella mano con mio marito

Ops… Dovevano essere solo tre? Bando alla tirchieria che di positività c’é sempre bisogno 🙂

Pareti sottili

Le pareti della nostra casa sono sottili. Si sente tutto. Senza origliare, basta stare un attimo in silenzio, spegnere la tv e ascoltare.

La televisione e lo stereo dei vicini di sinistra, l’acqua del bagno di quello sopra di noi e i vicini di destra quando urlano. Anche se ogni tanto non si distingue se stanno litigando o facendo l’amore.

Meglio non soffermarsi troppo sul fatto che le nostre pareti sono sottili come quelle altrui e che quindi anche i vicini possono sentire ciò che facciamo noi…

Le parole giuste

Vai a trovare un amico in ospedale e… Non trovi le parole. Quelle che in quel momento ti passano per la testa sono tutte banalità. Lui é lí che sta male e tu riesci a malapena a parlare del tempo.

Non vi é mai capitato?

A me proprio recentemente. Un pomeriggio a parlare del nulla mentre nella mia testa lampeggiava la parola “Idiota”. Forse perché non esistono le “parole giuste”, esiste quello che vorresti trasmettere all’altra persona e quello che l’altra persona vorrebbe sentirsi dire, ciò che la potrebbe rassicurare e far stare meglio.

Le parole giuste a volte sono maledettamente difficili da trovare altroché.